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Diritto alle cure riabilitative per bambini con disturbi dello spettro autistico

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  • In Italia, i bambini autistici hanno il diritto di ricevere terapie cognitivo comportamentali adeguate e tempestive senza ritardi indotti da lunghe liste d’attesa.
  • Il tempo medio d’attesa nel nostro Paese va dai 12 ai 18 mesi; ma in alcune regioni, Liguria inclusa, si superano i due anni.
  • Il Tribunale di Genova, così come altri Giudici in tutta Italia, hanno stabilito che i bambini autistici hanno diritto alle terapie cognitivo comportamentali più opportune in tempi celeri.

Caso studio (luglio 2023)

Testimonianza del nostro assistito. Padre di un bambino di 4 anni affetto da disturbo dello spettro autistico.

Trattamenti tempestivi per i disturbi dello spettro autistico

I genitori di un bambino nato nel 2019, assistiti dall’Avv. Lasagna, hanno chiesto in via d’urgenza il riconoscimento del diritto del figlio minore ad essere sottoposto ai trattamenti riabilitativi previsti dal P.R.I (piano di riabilitazione individuale) di Psicomotricità e Logopedia redatto nell’ottobre 2022.

Hanno chiesto che il Giudice ordinasse alla ASL di occuparsi del piccolo direttamente o avvalendosi di strutture specializzate anche private, al fine di realizzare una “tempestiva presa in carico”.

La rapidità di intervento è una condizione che va necessariamente rispettata come specificato nella documentazione medica dove risulta una diagnosi del disturbo dello spettro autistico e nei cosiddetti LEA (livelli essenziali di assistenza) di cui parleremo in seguito, nell’approfondimento sulla normativa.

Rimborso spese sanitarie sostenute privatamente

I genitori inoltre si sono riservati di chiedere con separato giudizio il rimborso delle spese sanitarie sostenute privatamente.

Graduatorie e tempi di attesa “infiniti”

Nell’ottobre 2022 il bambino autistico è stato inserito nella lista unica per le terapie riabilitative.

A distanza di un anno, non era ancora stato preso in carico e la sua posizione nelle graduatorie delle diverse strutture abilitate a fornire le terapie, risultava essere nella migliore delle ipotesi al 21° posto, mentre nelle altre strutture risultava all’82° posto o addirittura al 661° posto con una previsione di attesa di oltre due anni.

I genitori iniziano le terapie riabilitative a proprie spese

Nell’attesa di essere preso in carico dalle SSN per le terapie riabilitative, i genitori hanno affidato il piccolo ad una struttura privata affinché le terapie cognitivo comportamentali prescritte fossero tempestivamente avviate, facendosi carico personalmente dei costi di tali terapie.

La ASL sostiene la mancanza di risorse

La ASL, nella memoria difensiva, ha dato atto che il problema risiede nella mancanza di risorse e che la criticità delle liste di attesa per la riabilitazione dei minori è nota e riveste carattere nazionale.

La risoluzione del caso

Il Giudice, alla prima udienza, ha sollecitato la ASL affinché trovasse una soluzione al caso di specie.

La ASL, all’udienza del luglio 2023:

  • si è impegnata ad una tempestiva presa in carico del minore con attuazione di tutti i trattamenti previsti dal piano terapeutico a partire dal settembre 2023
  • ha attivato i trattamenti di logopedia a partire da gennaio 2024
  • ha offerto un contributo per le spese legali

La normativa

Maggiore attenzione ai disturbi dello spettro autistico

In merito ai disturbi dello spettro autistico, la legge n. 134/2015 rappresenta un notevole passo, compiuto dall’ordinamento, nell’ambito della diagnosi e delle terapie cognitivo comportamentali.

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In particolare è previsto che l’Istituto Superiore di Sanità debba aggiornare periodicamente le Linee Guida, ponendo quale parametro le conoscenze derivanti dalla letteratura scientifica e dalle buone pratiche interne ed internazionali.

Dette Linee guida sono state recentemente aggiornate (ottobre 2023).

A riprova della dell’importanza e del coinvolgimento sempre maggiore di soggetti che soffrono di problemi dello spettro autistico, tale disturbo del neuro sviluppo è stato inserito nei LEA (livelli essenziali di assistenza).

In particolare le Regioni devono farsi carico delle prestazioni relative:

  • alla diagnosi precoce
  • alle terapie cognitivo comportamentali
  • al trattamento individualizzato

impiegando metodologie e strumenti basati sulle più avanzate evidenze scientifiche.

Diritto alla salute garantito dalla Costituzione

Il diritto alla salute del minore costituzionalmente garantito e rappresentato dalle cure riabilitative dunque non può essere sacrificato o compresso dalla discrezionalità amministrativa.

Tale diritto ha natura di diritto soggettivo perfetto e come tale prevale sulle esigenze economiche della Pubblica Amministrazione.

La mancanza di risorse economiche non può essere un valido argomento per negare il diritto alla salute di cui sono titolari le persone ed i minori in particolare.

Avv. Rita Lasagna

Esperta in diritto sanitario, diritto alla salute, diritto previdenziale privato e pubblico, e diritto del lavoro (pubblico impiego e diritto sindacale).

Da trent’anni sul campo per la difesa dei diritti dei lavoratori e non solo.

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