Giornate forzate a casa dipendente vince la causa ora sarà risarcita dall’ASL
Nuova causa di lavoro (è la quinta in un anno) vinta da una dipendente di ASL savonese nei confronti dell’Azienda Sanitaria.
ASL2 dovrà pagare alla donna, un’infermiera, i dieci giorni in cui la dipendente aveva dato la propria disponibilità a rientrare in servizio, dopo un periodo di malattia.
La dirigenza, però, le aveva impedito il rientro dicendo che avrebbe dovuto sottoporsi alla visita di idoneità anche dal medico aziendale.
Peccato che non ci fossero appuntamenti liberi per dieci giorni.
L’infermiera, così, è rimasta forzatamente a casa senza stipendio.
Ora ASL2 le restituirà i suoi soldi 700 euro accumulati.
<< Abbiamo avviato la causa – dicono l’Avvocato Rita Lasagna insieme al sindacalista CUB Maurizio Loschi – convinti che ci fossero i margini non solo per vincere, ma per dare un segnale ai datori di lavoro in più settori.
In questo senso, l’esito costituisce una sorta di causa pilota.
Sono numerosi, infatti, i casi in cui il lavoratore sia idoneo e disponibile al rientro a lavoro, ma sia costretto ad attendere il via libera dal medico aziendale.
Un lasso di tempo, che spesso si protrae, e che viene addebitato al dipendente, benché non abbia alcuna responsabilità nel mancato rientro a lavoro >>
Nel caso specifico dell’infermiera savonese, a pronunciarsi è stato il Giudice del Lavoro Laura Serra.
ASL è stata condannata ad annullare le ore poste a carico della ricorrente (dieci giorni per un importo di 721 euro).
Dovrà anche coprire le spese processuali.
Secolo XIX 21 Febbraio 2024

Rassegna stampa: AvvocatoSalute.it su ANSA.it
ANSA.it dedica spazio ad AvvocatoSalute.it, il portale creato dall’avv. Rita Lasagna per difendere cittadini e lavoratori. Diritto alla salute e lavoro tutelati con modelli di istanze, consulenze gratuite e strumenti legali pratici. Nel 90% dei casi, l’invio di istanze alle Asl accelera l’accesso alle cure. Un punto di riferimento nazionale per i diritti sanitari.
