# Indennità di accompagnamento e RSA: quando si sospende

- Link: https://www.avvocatosalute.it/rette-rsa-anziani-non-autosufficienti/indennita-accompagnamento-ricovero-rsa-revoca/
- Published: 2026-09-19T12:08:42+02:00
- Author: Avv. Rita Lasagna

## Indice dei contenuti

 * [Il caso: invalido al 100% ricoverato in RSA](https://www.avvocatosalute.it/rette-rsa-anziani-non-autosufficienti/indennita-accompagnamento-ricovero-rsa-revoca/#i)
 * [La situazione in 3 semplici punti](https://www.avvocatosalute.it/rette-rsa-anziani-non-autosufficienti/indennita-accompagnamento-ricovero-rsa-revoca/#in-breve)
 * [Un problema che si somma a un altro problema](https://www.avvocatosalute.it/rette-rsa-anziani-non-autosufficienti/indennita-accompagnamento-ricovero-rsa-revoca/#un-problema-che-si-somma-a-un-altro-problema)
 * [Cos’è l’indennità di accompagnamento: requisiti, importo 2026 e iter INPS](https://www.avvocatosalute.it/rette-rsa-anziani-non-autosufficienti/indennita-accompagnamento-ricovero-rsa-revoca/#cose-lindennita-di-accompagnamento-requisiti-importo-2026-e-iter-inps)
 * [Quando l’INPS revoca o sospende l’indennità di accompagnamento](https://www.avvocatosalute.it/rette-rsa-anziani-non-autosufficienti/indennita-accompagnamento-ricovero-rsa-revoca/#quando-l-inps-revoca-o-sospende-lindennita-di-accompagnamento)
 * [Indennità di accompagnamento e ricovero in RSA: quando si mantiene e quando si sospende](https://www.avvocatosalute.it/rette-rsa-anziani-non-autosufficienti/indennita-accompagnamento-ricovero-rsa-revoca/#indennita-di-accompagnamento-e-ricovero-in-rsa-quando-si-mantiene-e-quando-si-sospende)
 * [Causa per la retta RSA a carico del SSN: si rischia la sospensione dell’indennità di accompagnamento?](https://www.avvocatosalute.it/rette-rsa-anziani-non-autosufficienti/indennita-accompagnamento-ricovero-rsa-revoca/#causa-per-la-retta-rsa-a-carico-del-ssn-si-rischia-la-sospensione-dellindennita-di-accompagnamento)
 * [Rimborso della retta RSA: l’INPS può chiedere indietro l’indennità di accompagnamento?](https://www.avvocatosalute.it/rette-rsa-anziani-non-autosufficienti/indennita-accompagnamento-ricovero-rsa-revoca/#rimborso-della-retta-rsa-l-inps-puo-chiedere-indietro-lindennita-di-accompagnamento)
 * [Come non perdere l’indennità di accompagnamento durante il ricovero in RSA](https://www.avvocatosalute.it/rette-rsa-anziani-non-autosufficienti/indennita-accompagnamento-ricovero-rsa-revoca/#come-non-perdere-lindennita-di-accompagnamento-durante-il-ricovero-in-rsa)
 * [Domande frequenti su indennità di accompagnamento e ricovero in RSA](https://www.avvocatosalute.it/rette-rsa-anziani-non-autosufficienti/indennita-accompagnamento-ricovero-rsa-revoca/#domande-frequenti-su-indennita-di-accompagnamento-e-ricovero-in-rsa)
    - [L’indennità di accompagnamento si perde se una persona va in una casa di riposo o in una RSA?](https://www.avvocatosalute.it/rette-rsa-anziani-non-autosufficienti/indennita-accompagnamento-ricovero-rsa-revoca/#faq-question-1789811545008)
    - [Quanti giorni di ricovero possono determinare la sospensione dell’indennità di accompagnamento?](https://www.avvocatosalute.it/rette-rsa-anziani-non-autosufficienti/indennita-accompagnamento-ricovero-rsa-revoca/#faq-question-1789811559521)
    - [Cosa devo fare per mantenere l’indennità durante un ricovero gratuito prolungato?](https://www.avvocatosalute.it/rette-rsa-anziani-non-autosufficienti/indennita-accompagnamento-ricovero-rsa-revoca/#faq-question-1789811568783)
    - [Se faccio causa per ottenere che tutta la retta RSA sia a carico del SSN, rischio di perdere l’indennità di accompagnamento?](https://www.avvocatosalute.it/rette-rsa-anziani-non-autosufficienti/indennita-accompagnamento-ricovero-rsa-revoca/#faq-question-1789811597103)
    - [L’INPS può chiedermi indietro l’indennità già percepita se l’ASL mi rimborsa la retta pagata in passato?](https://www.avvocatosalute.it/rette-rsa-anziani-non-autosufficienti/indennita-accompagnamento-ricovero-rsa-revoca/#faq-question-1789811610258)
 * [Avvocato esperto in indennità di accompagnamento e RSA: quando conviene farsi assistere](https://www.avvocatosalute.it/rette-rsa-anziani-non-autosufficienti/indennita-accompagnamento-ricovero-rsa-revoca/#avvocato-esperto-in-indennita-di-accompagnamento-e-rsa-quando-conviene-farsi-assistere)

## Il caso: invalido al 100% ricoverato in RSA

Un uomo di 83 anni, invalido civile al 100% con indennità di accompagnamento riconosciuta
da diversi anni, viene ricoverato in una RSA dopo un ictus che aggrava una demenza
già diagnosticata. La retta mensile è di 3.100 euro: 1.600 euro a carico dell’ASL
per la componente sanitaria, 1.500 euro a carico della famiglia per la componente
sociale e alberghiera, calcolata sull’ISEE.

Dopo otto mesi di ricovero, viste le condizioni ormai quasi interamente sanitarie
del paziente, la famiglia valuta di agire per far riconoscere che l’intera prestazione—
non solo la parte sanitaria — debba essere posta a carico del Servizio Sanitario
Nazionale, e per ottenere la restituzione di quanto versato fino a quel momento.

Prima di procedere, però, emerge una domanda che nessuno le aveva mai posto con 
chiarezza: **vincendo questa causa, rischia di vedere sospesa l’indennità di accompagnamento?**

Per approfondire il tema generale delle rette: [Rette RSA e anziani non autosufficienti](https://www.avvocatosalute.it/rette-rsa-anziani-non-autosufficienti/)

## La situazione in 3 semplici punti

 * L’indennità di accompagnamento è pari nel 2026 a **551,53 euro al mese per 12
   mensilità**, senza limiti di reddito o di età. Il pagamento viene sospeso in 
   caso di ricovero a totale carico pubblico per un periodo superiore a 29 giorni.
   [INPS (Indennità di accompagnamento agli invalidi civili)](https://www.inps.it/it/it/dettaglio-approfondimento.schede-informative.indennit-di-accompagnamento-agli-invalidi-civili.html)
 * Se l’interessato o la famiglia sostengono tutta o una parte della **retta ordinaria**,
   il ricovero è considerato a pagamento e l’indennità continua normalmente a essere
   erogata. Attenzione però: un contributo privato versato esclusivamente per ottenere
   un trattamento migliore rispetto a quello base non basta, secondo l’INPS, a trasformare
   il ricovero gratuito in ricovero a pagamento. [INPS Servizi](https://servizi2.inps.it/servizi/Bussola/visualizzadoc.aspx?svirtualurl=%2Fmessaggi%2Fmessaggio+numero+18291+del+26-09-2011.htm)
 * Anche in presenza di ricovero gratuito superiore a 29 giorni, l’indennità può
   continuare a essere corrisposta quando l’assistenza garantita dalla struttura
   non esaurisce tutte le necessità quotidiane della persona e permane la necessità
   di assistenza ulteriore, purché questa situazione venga adeguatamente documentata.
   [INPS](https://www.inps.it/content/dam/inps-site/it/scorporati/comunicati-stampa/2023/10/Allegati/3379_Cs_Accompagnamento_Messaggio-3347_23ottobre.pdf)

## Un problema che si somma a un altro problema

Chi ha un familiare non autosufficiente ricoverato in RSA convive già con due pensieri
fissi: la retta da pagare ogni mese e una salute che peggiora. L’indennità di accompagnamento
è spesso una delle risorse utilizzate dalla famiglia per sostenere le spese legate
all’assistenza.

Scoprire che l’INPS può sospenderla proprio durante il ricovero, nel momento in 
cui l’assistenza costa di più, può sembrare un controsenso.

E quando si prova a far valere un altro diritto — chiedere che la retta sia interamente
a carico della sanità pubblica quando ne ricorrono i presupposti — il dubbio si 
moltiplica: **ottenere un diritto rischia di incidere su un’altra prestazione?**

La risposta non è un sì o un no assoluto. Dipende da chi sostiene effettivamente
la retta, dalla durata del ricovero, dalle prestazioni erogate dalla struttura e
dalla documentazione disponibile.

## Cos’è l’indennità di accompagnamento: requisiti, importo 2026 e iter INPS

L’indennità di accompagnamento è una prestazione economica erogata dall’INPS, prevista
dall’**art. 1 della legge 11 febbraio 1980, n. 18**. [Legge 18/1980 su Normattiva](https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:::1980;18~art1)

Spetta agli invalidi civili riconosciuti totalmente inabili quando viene accertata
almeno una di queste condizioni:

 * impossibilità di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore;
 * incapacità di compiere autonomamente gli atti quotidiani della vita e conseguente
   necessità di assistenza continua.

Due caratteristiche distinguono l’indennità di accompagnamento da molte altre prestazioni
assistenziali: **non è subordinata a limiti di reddito e non ha limiti di età**.
[INPS](https://www.inps.it/it/it/dettaglio-approfondimento.schede-informative.indennit-di-accompagnamento-agli-invalidi-civili.html)

Approfondimenti su invalidità, prestazioni e procedure INPS: [Invalidità civile e previdenza](https://www.avvocatosalute.it/invalidita-civile-previdenza/)

Per il 2026 l’importo è di **551,53 euro al mese per 12 mensilità**, poco più di
6.600 euro all’anno. Per i ciechi civili assoluti l’indennità di accompagnamento
è pari a **1.064,98 euro mensili** nel 2026. [INPS](https://www.inps.it/it/it/dettaglio-approfondimento.schede-informative.indennit-di-accompagnamento-agli-invalidi-civili.html)

L’iter tradizionale si apre con il certificato medico introduttivo, seguito dalla
domanda amministrativa e dall’accertamento medico-legale.

La **riforma della disabilità prevista dal D.Lgs. 62/2024** sta però modificando
progressivamente questa procedura. [D.Lgs. 62/2024 su Normattiva](https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2024-05-03;62)

Dal 1° marzo 2026 la sperimentazione è stata estesa fino a interessare complessivamente
60 province. Nei territori coinvolti il certificato medico introduttivo trasmesso
telematicamente all’INPS costituisce l’avvio del procedimento, senza una successiva
domanda amministrativa separata. L’entrata in vigore sull’intero territorio nazionale
è prevista dal **1° gennaio 2027**. [INPS (Riforma della disabilità: al via la terza fase sperimentale)](https://www.inps.it/it/it/inps-comunica/notizie/dettaglio-news-page.news.2026.02.riforma-della-disabilit-al-via-la-terza-fase-sperimentale.html)

I tempi possono variare molto territorialmente. L’ultimo dato nazionale consolidato
diffuso dall’INPS per il 2024 indica una media complessiva di circa **140 giorni
tra fase sanitaria e amministrativa**, contro 144 giorni nel 2023. [INPS (Consiglio di Indirizzo e Vigilanza Relazione di Verifica 2024)](https://www.inps.it/content/dam/inps-site/pdf/istituto/delibere-odg/2025/CIV2025_0006.pdf)

## Quando l’INPS revoca o sospende l’indennità di accompagnamento

È importante distinguere due situazioni diverse.

La **revoca** può derivare, ad esempio, da una visita di revisione nella quale venga
accertato il venir meno dei requisiti sanitari che avevano consentito il riconoscimento
della prestazione.

Diverso è il caso del **ricovero gratuito**: qui il requisito sanitario può continuare
a esistere, ma viene sospesa l’erogazione economica per il periodo nel quale ricorrono
le condizioni previste.

L’art. 1 della L. 18/1980 esclude infatti dall’indennità gli invalidi civili gravi
ricoverati gratuitamente in istituto. L’INPS considera, ai fini della sospensione,
i periodi di ricovero gratuito **pari o superiori a 30 giorni**.

La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 183/1991, ha ricondotto questa disciplina
alla necessità di evitare una duplicazione dell’onere pubblico quando il ricovero
è già integralmente sostenuto dallo Stato. [Sentenza Corte Costituzionale n. 183/1991](https://www.cortecostituzionale.it/scheda-pronuncia/1991/183)

È proprio su questo secondo fronte che si gioca la partita più delicata per chi 
ha un familiare ricoverato in RSA.

## Indennità di accompagnamento e ricovero in RSA: quando si mantiene e quando si sospende

La legge non parla specificamente di RSA. Utilizza l’espressione generale **“ricovero
gratuito in istituto”**.

La domanda fondamentale diventa quindi: **chi sostiene realmente il costo del ricovero?**

La retta di una RSA può comprendere componenti sanitarie e socio-assistenziali. 
La loro ripartizione non è identica in ogni situazione: dipende dalla tipologia 
e dall’intensità delle prestazioni, dai livelli essenziali di assistenza e dalla
disciplina applicabile.

Tra i riferimenti fondamentali in materia di integrazione sociosanitaria vi è il**
[DPCM 14 febbraio 2001](https://www.avvocatosalute.it/prestazioni-sanitarie/dpcm-14-febbraio-2001-integrazione-socio-sanitaria/)**.

L’INPS ha fornito un chiarimento particolarmente importante con il [Messaggio INPS n. 18291/2011](https://servizi2.inps.it/servizi/Bussola/visualizzadoc.aspx?svirtualurl=%2Fmessaggi%2Fmessaggio+numero+18291+del+26-09-2011.htm).

Il ricovero è considerato gratuito quando la retta o il mantenimento sono interamente
a carico di un ente pubblico.

È invece considerato **ricovero a pagamento** quando l’interessato o chi per lui
paga l’intera retta oppure ne sostiene una parte mentre la restante quota è sostenuta
dall’ente pubblico. In questo caso, per mantenere l’indennità, è opportuno poter
documentare l’entità della compartecipazione.

C’è però un’eccezione importante: se il contributo privato viene versato **esclusivamente
per ottenere un trattamento migliore rispetto a quello base**, l’INPS continua a
qualificare il ricovero come gratuito.

Per le RSA, lo stesso messaggio INPS precisa che quando vi è effettiva compartecipazione
alle spese e pagamento di parte della retta giornaliera da parte dell’interessato,
il ricovero non viene considerato gratuito.

Esiste poi un’altra situazione importante.

Anche quando il ricovero è effettivamente gratuito, l’INPS ha riconosciuto la possibilità
di continuare a percepire l’indennità quando l’assistenza fornita dalla struttura**
non esaurisce tutte le necessità della vita quotidiana** e rimane indispensabile
l’assistenza continua di un familiare o di un infermiere privato. [INPS (Indennità di accompagnamento e ricovero indennizzato in struttura pubblica)](https://www.inps.it/content/dam/inps-site/it/scorporati/comunicati-stampa/2023/10/Allegati/3379_Cs_Accompagnamento_Messaggio-3347_23ottobre.pdf)

Dal 2023 esiste una specifica procedura telematica per la **dichiarazione di ricovero
indennizzato in struttura pubblica**. Al termine del periodo di ricovero superiore
a 29 giorni deve essere allegata la documentazione rilasciata dalla struttura che
attesti la non esaustività dell’assistenza fornita. [INPS (Rilascio della procedura informatica per la presentazione della dichiarazione di ricovero indennizzato in struttura pubblica) ](https://www.inps.it/it/it/inps-comunica/atti/circolari-messaggi-e-normativa/dettaglio.circolari-e-messaggi.2023.09.messaggio-numero-3347-del-26-09-2023_14271.html)

Questa condizione non deve essere data per scontata: **va verificata e documentata
nel caso concreto**.

Quando la questione riguarda una RSA, diventano quindi importanti documenti come
il piano assistenziale, le attestazioni della struttura e, più in generale, la documentazione
che consenta di ricostruire concretamente quali prestazioni vengono garantite.

Sul valore della documentazione nelle controversie RSA: [Rette RSA: errori che fanno perdere una causa legale e come evitarli](https://www.avvocatosalute.it/rette-rsa-anziani-non-autosufficienti/retta-rsa-evitare-errori-perdere-causa-legale/)

| Situazione | Indennità di accompagnamento | 
| Retta ordinaria pagata interamente o in parte dall’interessato/famiglia | **Mantenuta** | 
| Ricovero inferiore a 30 giorni | **Mantenuta** | 
| Retta interamente pubblica per oltre 29 giorni, ma assistenza non esaustiva e condizioni documentate | **Può essere mantenuta** | 
| Retta interamente pubblica per oltre 29 giorni con assistenza esaustiva | **Pagamento sospeso per il periodo di ricovero** |

**Attenzione:** il pagamento di un semplice extra destinato a ottenere un trattamento
migliore rispetto a quello base non equivale necessariamente a compartecipazione
alla retta ai fini INPS. [INPS Servizi](https://servizi2.inps.it/servizi/Bussola/visualizzadoc.aspx?svirtualurl=%2Fmessaggi%2Fmessaggio+numero+18291+del+26-09-2011.htm)

## Causa per la retta RSA a carico del SSN: si rischia la sospensione dell’indennità di accompagnamento?

Qui la questione diventa più delicata.

Riguarda proprio le famiglie che chiedono di far riconoscere che, nelle condizioni
concrete del paziente, le prestazioni sanitarie e assistenziali siano strettamente
integrate e che il relativo costo debba quindi essere sostenuto integralmente dal
Servizio Sanitario Nazionale.

La giurisprudenza ha riconosciuto questa possibilità in specifiche situazioni.

Con l’ordinanza n. 13714/2023, ad esempio, la Cassazione ha ribadito che la valutazione
deve essere effettuata considerando **le condizioni concrete del paziente e il rapporto
tra prestazioni sanitarie e assistenziali**, e non semplicemente il tipo di struttura
in cui la persona è ricoverata.

Abbiamo approfondito specificamente questa materia nell’articolo:

[Chi paga la retta RSA per Alzheimer nel 2026? SSN o Comune](https://www.avvocatosalute.it/rette-rsa-anziani-non-autosufficienti/rette-rsa-alzheimer-chi-deve-pagare-2026/)

È però importante evitare una semplificazione: **la diagnosi di Alzheimer o l’invalidità
al 100% non rendono automaticamente gratuita la retta**. Le condizioni cliniche 
e assistenziali e l’inscindibilità delle prestazioni devono essere dimostrate nel
caso concreto [altrimenti si possono perdere le cause.](https://www.avvocatosalute.it/rette-rsa-anziani-non-autosufficienti/retta-rsa-evitare-errori-perdere-causa-legale/)

Se un giudizio porta a riconoscere che l’intera retta RSA deve essere sostenuta 
dal SSN e l’utente non sostiene più alcuna quota della retta ordinaria, può configurarsi
il **ricovero gratuito** rilevante ai fini della L. 18/1980.

Per ricoveri superiori a 29 giorni, questo può quindi determinare la sospensione
del pagamento dell’indennità.

Non significa però necessariamente che l’accompagnamento debba essere sospeso in
ogni caso.

Se l’assistenza garantita dalla struttura non è esaustiva e rimane necessaria un’ulteriore
assistenza continuativa, può essere valutata l’applicazione della disciplina sul**
ricovero gratuito indennizzato**, predisponendo la documentazione richiesta dall’INPS.

Viceversa, se l’esito della controversia lascia una **effettiva quota della retta
ordinaria** a carico dell’utente o della famiglia, il ricovero non diventa integralmente
gratuito ai sensi delle indicazioni INPS.

La strategia della domanda giudiziale deve quindi essere valutata sul singolo caso
e non soltanto in base all’importo che si vorrebbe recuperare.

## Rimborso della retta RSA: l’INPS può chiedere indietro l’indennità di accompagnamento?

Diverso è il caso in cui la controversia riguardi il passato.

La famiglia ha già anticipato mesi o anni di retta RSA e ottiene successivamente
il rimborso di quanto versato.

Su questo specifico problema — **rimborso retroattivo della retta RSA e conseguenze“
ora per allora” sull’indennità di accompagnamento già percepita** — non risulta 
un precedente di legittimità che abbia deciso esattamente questa fattispecie.

Occorre quindi molta cautela.

Anzitutto, quello che potrebbe venire in discussione non è propriamente la **revoca
del requisito sanitario**: la condizione sanitaria che aveva consentito di ottenere
l’accompagnamento rimane distinta.

Il problema sarebbe piuttosto stabilire se il riconoscimento retroattivo della totale
copertura pubblica della retta possa determinare un **indebito assistenziale** relativo
ai ratei di accompagnamento già corrisposti.

Esistono principi giurisprudenziali utili, ma riguardano situazioni differenti.

La Cassazione, con l’ordinanza n. 24180/2022, ha affermato che quando l’indebito
assistenziale nasce dal venir meno del requisito sanitario a seguito di una visita
di revisione, la restituzione può operare, in linea generale, dal momento in cui
l’esito viene comunicato al beneficiario, salvo che l’indebita erogazione sia imputabile
all’assistito o manchino le condizioni per un legittimo affidamento. [Cassazione n. 24180/2022](https://news.avvocatoandreani.it/allegati/cassazione/Cassazione-civile-ordinanza-24180-2022.pdf)

Questo principio può offrire argomenti importanti a tutela della buona fede del 
beneficiario, ma **non decide direttamente il caso del rimborso retroattivo della
retta RSA**.

La tutela dell’affidamento, inoltre, non è assoluta.

In una fattispecie diversa, Cass. n. 29034/2022 ha ammesso la ripetizione dell’indennità
erogata sulla base di una sentenza provvisoriamente esecutiva successivamente riformata,
in una situazione nella quale il diritto alla prestazione risultava mancante fin
dall’origine. [Cassazione n. 29034/2022 – Massimario](https://www.portaledelmassimario.ipzs.it/frontoffice/rassegneAnnuali/83/dettaglioFull.do)

Applicando questi principi al rimborso delle rette RSA, **non è quindi corretto 
affermare in astratto che l’INPS non possa mai recuperare i ratei pregressi**, così
come non è corretto ritenere automatico il recupero.

Ci sono argomenti significativi per contestare una richiesta retroattiva quando 
le somme siano state percepite in buona fede e l’interessato non abbia omesso comunicazioni
che era tenuto a effettuare, ma la valutazione deve essere compiuta sulla fattispecie
concreta.

Anche il modo in cui viene impostata la causa sulla retta può essere rilevante: 
occorre valutare esattamente quale obbligo dell’ASL viene contestato, quale copertura
economica viene richiesta e quali effetti derivano dall’accertamento giudiziale.

Per le questioni relative alla copertura delle prestazioni e al rimborso delle spese
sanitarie: [Erogazioni prestazioni e rimborsi spese sanitarie](https://www.avvocatosalute.it/erogazioni-prestazioni-e-rimborsi-spese-sanitarie/)

Un’ultima annotazione riguarda i termini entro i quali un eventuale indebito può
essere richiesto: anche questo profilo deve essere verificato caso per caso, considerando
natura del credito, date dei singoli pagamenti, provvedimenti dell’INPS ed eventuali
cause di interruzione della prescrizione.

## Come non perdere l’indennità di accompagnamento durante il ricovero in RSA

Chi ha un familiare ricoverato in RSA per oltre 29 giorni dovrebbe innanzitutto 
verificare **come viene effettivamente finanziata la retta**.

Se esiste una reale compartecipazione dell’interessato o della famiglia alla retta
ordinaria, è importante conservare la documentazione della struttura che indichi
chiaramente la quota pubblica e quella privata. L’INPS richiede infatti documentazione
idonea a dimostrare questa ripartizione.

Se invece il ricovero è interamente pubblico e l’assistenza fornita dalla struttura
non copre tutte le necessità quotidiane, occorre ottenere un’attestazione della 
struttura che documenti questa situazione.

Per i ricoveri superiori a 29 giorni, il titolare dell’indennità — oppure l’amministratore
di sostegno o il rappresentante legale — può presentare, **al termine del periodo
di ricovero**, la dichiarazione telematica di ricovero indennizzato prevista dall’INPS,
indicando le date di inizio e fine e allegando l’attestazione richiesta. [INPS (Rilascio della procedura informatica per la presentazione della dichiarazione di ricovero indennizzato in struttura pubblica) ](https://www.inps.it/it/it/inps-comunica/atti/circolari-messaggi-e-normativa/dettaglio.circolari-e-messaggi.2023.09.messaggio-numero-3347-del-26-09-2023_14271.html)

Se arriva un provvedimento di sospensione o revoca dell’indennità di accompagnamento,
è opportuno agire tempestivamente: prima verificando i presupposti del provvedimento
ed eventualmente presentando un’istanza in autotutela, poi — quando necessario —
valutando il ricorso giudiziario senza lasciar decorrere i termini applicabili.

## Domande frequenti su indennità di accompagnamento e ricovero in RSA

### L’indennità di accompagnamento si perde se una persona va in una casa di riposo o in una RSA?

**No, non automaticamente.**
Se l’interessato o la famiglia sostengono realmente
tutta o una parte della retta ordinaria, il ricovero è considerato a pagamento e
l’indennità continua normalmente a essere erogata.Fa eccezione il caso in cui il
contributo privato serva esclusivamente a ottenere un trattamento migliore rispetto
a quello base: secondo l’INPS ciò non impedisce che il ricovero venga considerato
gratuito.

### Quanti giorni di ricovero possono determinare la sospensione dell’indennità di accompagnamento?

Ai fini della sospensione l’INPS considera i periodi di ricovero gratuito **pari
o superiori a 30 giorni**.

### Cosa devo fare per mantenere l’indennità durante un ricovero gratuito prolungato?

Quando ricorrono le condizioni del cosiddetto **ricovero indennizzato**, occorre
ottenere dalla struttura un’attestazione dalla quale risulti che l’assistenza garantita
non esaurisce tutte le forme di assistenza necessarie alla vita quotidiana.
Al termine
del periodo di ricovero superiore a 29 giorni può quindi essere presentata all’INPS
l’apposita dichiarazione telematica. [INPS](https://www.inps.it/content/dam/inps-site/it/scorporati/comunicati-stampa/2023/10/Allegati/3379_Cs_Accompagnamento_Messaggio-3347_23ottobre.pdf)

### Se faccio causa per ottenere che tutta la retta RSA sia a carico del SSN, rischio di perdere l’indennità di accompagnamento?

**Può esserci un rischio di sospensione, ma non è automatico.**
Se il risultato 
della causa comporta che la retta ordinaria sia interamente a carico pubblico, il
ricovero può diventare gratuito ai fini della disciplina INPS.Va però verificato
se ricorrono le condizioni per mantenere comunque l’indennità perché l’assistenza
della struttura non è esaustiva.Se invece rimane una reale compartecipazione dell’utente
alla retta ordinaria, il ricovero continua a essere considerato a pagamento.La strategia
processuale deve quindi essere valutata sul caso concreto.

### L’INPS può chiedermi indietro l’indennità già percepita se l’ASL mi rimborsa la retta pagata in passato?

**Non esiste una risposta automatica valida per tutti i casi.**
Non risulta una 
pronuncia di legittimità che abbia affrontato esattamente l’effetto di un rimborso
retroattivo della retta RSA sull’indennità di accompagnamento già percepita.La giurisprudenza
sull’indebito assistenziale offre argomenti per tutelare il beneficiario che abbia
percepito le somme in buona fede, ma esistono anche situazioni nelle quali la restituzione
è ammessa.Occorre quindi verificare il provvedimento ottenuto contro l’ASL, il periodo
interessato, le informazioni conosciute dall’assistito, gli eventuali obblighi di
comunicazione all’INPS e le circostanze concrete.

## Avvocato esperto in indennità di accompagnamento e RSA: quando conviene farsi assistere

Il confine tra un ricovero che determina la sospensione dell’indennità e uno che
consente di continuare a percepirla può dipendere da dettagli apparentemente piccoli:**
chi paga cosa, quale parte della retta viene sostenuta, per quanto tempo dura il
ricovero e quale assistenza viene realmente garantita dalla struttura**.

Sono aspetti che diventano ancora più importanti quando contemporaneamente si vuole
contestare la retta RSA o chiedere all’ASL il rimborso delle somme già versate.

Prima di avviare una causa sulla retta RSA o di rispondere a un provvedimento INPS
può quindi essere utile valutare insieme entrambi i profili, evitando che la tutela
di un diritto produca conseguenze non considerate sull’altro.

Se hai un familiare ricoverato in RSA e temi una sospensione dell’indennità di accompagnamento,
oppure vuoi verificare se esistono i presupposti per chiedere la copertura sanitaria
o il rimborso della retta, puoi richiedere un primo orientamento ad AvvocatoSalute.
it.

[Prenota una chiamata informativa gratuita e senza impegno](https://www.avvocatosalute.it/prenota-appuntamento/chiamata-informativa-gratuita-senza-impegno/)
