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il CUP rifiuta i contanti? Ecco cosa fare!

Il rifiuto dei contanti da parte dei CUP può creare disagi, ma è legale? Secondo la legge italiana ed europea, i contanti sono moneta legale e vanno accettati, soprattutto nei servizi pubblici. L’articolo spiega alternative disponibili, diritti dei cittadini, norme applicabili e azioni da intraprendere in caso di discriminazione nei pagamenti.

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Ti è mai capitato di andare al Centro Unico di Prenotazione (CUP) per prenotare una visita o un esame e scoprire che non accettano pagamenti in contanti?

Non sei solo.

Molti cittadini si trovano in questa situazione e si chiedono se sia legale e cosa possano fare quando il CUP rifiuta i contanti.

Il contesto attuale: verso la moneta elettronica

Negli ultimi anni, le Aziende Sanitarie Locali (ASL) hanno promosso l’uso di pagamenti elettronici per semplificare le operazioni e aumentare la sicurezza.

Questo cambiamento è parte di un più ampio processo di digitalizzazione dei servizi pubblici, sostenuto anche dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

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Alternative: dove pagare in contanti

Se il CUP non accetta contanti, esistono comunque diverse opzioni alternative per effettuare il pagamento senza necessariamente utilizzare una carta di credito o un bancomat:

  • Tabaccherie e farmacie convenzionate: spesso puoi pagare il ticket in contanti presso questi esercizi.
  • Uffici postali: accettano pagamenti in contanti.
  • Circuito PagoPA: permette di pagare in contanti presso punti fisici abilitati.
  • Macchine automatiche: alcune strutture hanno installato totem o sportelli automatici che accettano contanti.

Ma è legale rifiutare i contanti?

Ecco cosa dice la legge sui pagamenti in contanti: secondo l‘articolo 1277 del Codice Civile (il sito della Gazzetta Ufficiale), i debiti si estinguono con moneta avente corso legale nel Paese.

Le banconote e le monete in euro sono considerate moneta legale e, in quanto tali, devono essere accettate.

Il rifiuto di accettare contanti può comportare una sanzione amministrativa, per quanto la cifra sia simbolica.

Inoltre le normative europee ribadiscono l’obbligo di accettare i contanti sottolineando l’importanza di garantire che i cittadini possano continuare a utilizzarli come forma di pagamento.

In particolare, la Raccomandazione 2010/191/UE della Commissione Europea afferma che l’uso dei contanti deve essere sempre consentito, soprattutto quando si tratta di servizi essenziali offerti dalla Pubblica Amministrazione.

La moneta fisica rappresenta, infatti, una garanzia di accesso universale, poiché non tutti i cittadini hanno la possibilità di utilizzare strumenti elettronici o digitali.

Per questo motivo, è fondamentale che le Aziende Sanitarie e gli altri enti pubblici garantiscano sempre una pluralità di metodi di pagamento.

La ASL dovrebbe assicurare un accesso equo e senza discriminazioni ai propri servizi, in un’ottica di inclusività.

Quando il rifiuto diventa un problema

Se nonostante le alternative disponibili, il rifiuto di accettare contanti ti crea un disagio significativo, soprattutto se hai difficoltà ad accedere ad altri metodi di pagamento, potresti avere motivo di lamentarti.

Questo è particolarmente rilevante per le persone anziane o con limitate competenze tecnologiche.

Possibili azioni da intraprendere

  • Segnalazione interna: rivolgiti alla Direzione Sanitaria o all’Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) della struttura sanitaria per esporre il problema.
  • Ricorso alle autorità competenti: puoi contattare l’ente regionale di vigilanza sulle ASL o un’associazione di tutela dei consumatori.
  • Denuncia formale: in casi estremi, è possibile presentare una denuncia, anche se le sanzioni previste sono limitate.

Prima di intraprendere azioni legali, verifica tutte le opzioni disponibili per il pagamento.

Spesso, una semplice segnalazione può risolvere il problema.

Ricorda che l’obiettivo principale è ottenere la prestazione sanitaria di cui hai bisogno senza inutili complicazioni.

Anche se il passaggio verso la moneta elettronica è in atto, i contanti rimangono un mezzo di pagamento legale e valido.

Quindi se ti trovi in difficoltà, non esitare a cercare assistenza e a far valere i tuoi diritti.

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