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Prestazioni Sanitarie: tempi di attesa

Il Piano Nazionale Liste d’Attesa stabilisce tempi massimi: 72 ore per urgenze, 10 giorni per prestazioni brevi, 30/60 giorni per differibili e 120 giorni per programmabili. Se il SSN non rispetta i termini, il paziente ha diritto alla prestazione intramoenia a carico dell’ASL o al rimborso. Le liste bloccate sono vietate e sanzionabili.

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Il Servizio Sanitario Nazionale fornisce le prestazioni sanitarie nel rispetto del diritto alla salute.

tempi di erogazione previsti devono, per legge, essere adeguati alle necessità mediche dei pazienti

Purtroppo però capita che recandosi allo sportello del CUP (Centro Unico Prenotazioni) per prenotare una prestazione sanitaria prescritta dal medico di base, si scopra che la prima data disponibile per l’esame risulti essere dopo molti mesi o addirittura che la prenotazione per quella determinata prestazione sia sospesa.

Tempi di attesa previsti dalla legge 

Il Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa stabilisce le priorità ed i tempi massimi per le prestazioni sanitarie da parte del Servizio Sanitario.

Il medico di base, nel compilare l’impegnativa, deve indicare la lettera corrispondente all’urgenza della prestazione:

  1. lettera U – prestazioni sanitarie “urgenti” che devono essere erogate entro 72 ore
  2. lettera B – prestazioni sanitarie da fornire in un tempo “breve”, non oltre 10 giorni
  3. lettera D – prestazioni sanitarie “differibili” – Sono prestazioni di prima diagnosi da erogarsi entro 30 giorni se si tratta di visite ed entro 60 giorni se si tratta di esami diagnostici
  4. lettera P – visite ed esami “programmabili” non urgenti, da erogare entro 120 giorni.

Nota: se nella ricetta non è indicata la classe di priorità, la richiesta è collocata in classe P (programmabile).

Mancato rispetto dei tempi d’attesa per le prestazioni sanitarie

Nel caso in cui la data del primo appuntamento disponibile superasse i tempi previsti dalla normativa, il Servizio Sanitario è comunque tenuto a garantire la prestazione sanitaria nel rispetto dei tempi.

Si ricorre ad una prestazione in regime libero-professionale (intramoenia) a spese dell’azienda sanitaria, mentre il cittadino sarà tenuto al pagamento del ticket.

Come fare per ottenere le prestazioni sanitarie nei tempi previsti

Di seguito il decreto che indica come poter esercitare il proprio diritto ad una prestazione sanitaria nei tempi massimi previsti.

qualora l’attesa della prestazione richiesta si prolunghi oltre il termine fissato (…) l’assistito può chiedere che la prestazione venga resa nell’ambito dell’attività libero-professionale intramuraria, ponendo a carico dell’azienda (…) la differenza tra la somma versata a titolo di partecipazione al costo della prestazione (ticket) e l’effettivo costo di quest’ultima“.

Decreto Legislativo n. 124/1998. dall’ art. 3 comma 13 

La richiesta di ricevere la prestazione intramoenia deve essere presentata formalmente (raccomandata r/r o PEC) al Direttore Generale dell’Azienda di riferimento e deve riportare:

  • dati personali dell’interessato
  • l’accertamento richiesto
  • la prima data disponibile comunicata al momento della prenotazione 
  • specificare l’urgenza ed il proprio diritto a conoscere i tempi massimi intercorrenti tra la richiesta e l’erogazione
  • l’istanza di usufruire, nel caso d’impossibilità di rispettare i predetti tempi, di attività libero-professionali

Per tutte le informazioni necessarie in questo caso leggi l’articolo Come “saltare la fila” al CUP legalmente e scarica il modello PDF da compilare dalla nostra sezione Risorse Gratuite.

Cosa fare in assenza di risposta?

Inoltre è opportuno comunicare nell’istanza che, in assenza di risposta, si provvederà ad effettuare la prestazione sanitaria presso una struttura privata per la quale si richiederà il rimborso delle spese sostenute.

Se ti trovi nella situazione di non riuscire a prenotare una prestazione sanitaria per te o per un tuo familiare AvvocatoSalute.it può indicarti il modo migliore per rivendicare un tuo diritto.

Liste d’attesa bloccate o prenotazioni sospese

La legge vieta e sanziona espressamente la chiusura o la sospensione delle liste d’attesa e le Regioni devono regolare i casi in cui è ammessa la sospensione dell’erogazione delle prestazioni sanitarie in quanto legata a motivi tecnici. 

Nel caso di liste d’attesa “bloccate” è opportuno segnalare il fatto inviando una comunicazione ufficiale (raccomandata r/r o PEC) alla Direzione Generale dell’Azienda Sanitaria e all’Assessorato alla Sanità della Regione, chiedendo lo sblocco delle liste e l’applicazione della sanzione.

Per tutte le informazioni necessarie in questo caso leggi l’articolo Sospensione delle prenotazioni sanitarie: liste d’attesa bloccate e scarica il modello PDF da compilare dalla nostra sezione Risorse Gratuite.

In conclusione, quando la prestazione è indifferibile o incompatibile con i tempi di attesa, il paziente ha diritto a che il Servizio Sanitario assicuri la prestazione medica senza pagare alcunché oltre eventualmente al ticket.

Non dovresti mai essere tu a dover sostenere i costi delle cure che dovrebbero essere fornite dallo Stato.

Avv. Rita Lasagna

Fondatrice di AvvocatoSalute.it e Autrice del libro “Diritto alla Salute”

Esperta in diritto sanitario, diritto alla salute, diritto previdenziale privato e pubblico, e diritto del lavoro (pubblico impiego e diritto sindacale).

Da più di trent’anni sul campo per la difesa dei diritti di cittadini e lavoratori

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