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Cartella clinica? Ottenere documentazione medica è un diritto

In breve: L’articolo spiega perché cartella clinica e documentazione sanitaria sono un diritto del paziente: includono diari medici, terapie, farmaci, parametri, referti, PAI e consensi. Chiarisce che possono essere richieste anche a ricovero in corso e che, con la Legge Gelli-Bianco, la struttura deve consegnarle entro 7 giorni; il GDPR rafforza l’accesso ai dati. Indica chi può richiederle, cosa fare in caso di ritardi/rifiuti (PEC, diffida, avvocato) e propone modello PDF gratuito da stampare e compilare con checklist guida passo-passo.

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Quando una persona è ricoverata in ospedale, in una clinica privata o in una RSA, tutto ciò che riguarda le cure ricevute viene messo per iscritto.

Visite mediche, terapie, farmaci somministrati, parametri vitali, annotazioni infermieristiche, referti: questo insieme di atti costituisce la documentazione sanitaria.

La cartella clinica non è un documento “della struttura”, ma un diritto del paziente.

Come chiariamo nell’articolo “Trasparenza su cartella clinica e i tuoi dati sanitari Legge Gelli-Bianco

Serve a conoscere cosa è stato fatto, come e perché. Serve a tutelare la salute, a garantire continuità di cura e, quando necessario, a difendersi.

Eppure, nella pratica, non sono rari i casi in cui la consegna della cartella clinica viene ritardata, limitata o addirittura negata, soprattutto quando il paziente è ancora ricoverato o quando si tratta di strutture private o RSA.

Questo articolo nasce proprio da situazioni concrete seguite dallo studio e vuole fare chiarezza, con un linguaggio semplice, su quali sono i diritti, quali obblighi hanno le strutture sanitarie e cosa fare se la documentazione non viene consegnata.

Che cos’è la cartella clinica (e cosa comprende davvero)

Con il termine “cartella clinica” si fa spesso riferimento, in modo generico, a un unico fascicolo.

In realtà, soprattutto nelle RSA e nelle strutture sociosanitarie, la documentazione è composta da più parti.

Rientrano nella documentazione sanitaria, ad esempio:

  • le annotazioni e i diari medici;
  • il diario infermieristico e le schede assistenziali;
  • le prescrizioni e i piani terapeutici, con le somministrazioni dei farmaci;
  • i parametri vitali e i monitoraggi;
  • i referti di esami e consulenze;
  • il Piano Assistenziale Individuale (PAI);
  • i consensi informati e la modulistica sanitaria;
  • ogni altro atto che documenti l’attività sanitaria e sociosanitaria svolta.

È importante chiarirlo: una semplice “relazione clinica” non sostituisce la cartella clinica. La relazione è una sintesi, spesso redatta successivamente, mentre il diritto riguarda la conoscenza diretta dei documenti originali.

Ho diritto alla cartella clinica anche se il ricovero non è finito?

Sì. Questo è uno dei punti su cui si creano più spesso problemi.

La legge stabilisce che il paziente – o chi lo rappresenta legalmente – ha diritto a ottenere la documentazione sanitaria disponibile.

Ciò significa che la struttura deve consegnare tutti i documenti già formati fino a quel momento, anche se il ricovero è ancora in corso.

La motivazione “la cartella è ancora aperta” non è un motivo valido per negare l’accesso. Al massimo, potrà essere chiarito che la documentazione viene rilasciata aggiornata a una certa data.

Quali sono i tempi di consegna previsti dalla legge?

Dal 2017 esiste una norma molto chiara: l’art. 4 della Legge n. 24/2017 (nota come Legge Gelli-Bianco).

Questa disposizione prevede che:

  • la struttura sanitaria, pubblica o privata, debba fornire la documentazione sanitaria entro 7 giorni dalla richiesta;
  • eventuali integrazioni possano essere fornite entro un termine più ampio, ma comunque definito.

Non si tratta di un favore o di una prassi interna: è un obbligo di legge.

A questo si affianca anche la normativa europea sulla protezione dei dati personali (GDPR), che riconosce a ogni persona il diritto di accedere ai propri dati sanitari e di ottenerne copia.

Chi può richiedere la documentazione sanitaria?

La richiesta può essere fatta:

Nel caso dell’amministratore di sostegno, la legittimazione è particolarmente forte: la richiesta viene fatta nell’interesse della persona fragile, per tutelarne la salute e i diritti. Le strutture non possono opporre rifiuti generici o pretendere autorizzazioni ulteriori rispetto al decreto di nomina.

Cosa succede se la struttura non consegna la cartella clinica

La mancata consegna, il ritardo ingiustificato o la consegna parziale della documentazione sanitaria non sono fatti “neutri”.

Sul piano giuridico, le conseguenze possono essere rilevanti:

  • la struttura viola un obbligo di legge;
  • può esporsi a segnalazioni al Garante per la protezione dei dati personali;
  • nei casi più gravi, soprattutto per strutture pubbliche o accreditate, possono emergere profili di responsabilità anche penale;
  • in eventuali cause per responsabilità sanitaria, la giurisprudenza è costante nel ritenere che le carenze della cartella clinica non possono andare a vantaggio della struttura, ma si riflettono a suo sfavore.

In altre parole: chi era tenuto a scrivere e conservare correttamente i documenti non può trarre beneficio dal fatto che quei documenti manchino o non vengano consegnati.

Cosa fare, in concreto, se la cartella clinica non viene rilasciata

Il primo passo è sempre una richiesta scritta, meglio se inviata tramite PEC, indirizzata alla direzione sanitaria della struttura.

Se non arriva risposta, o se la risposta è evasiva (ad esempio con il rinvio a una semplice relazione clinica), è opportuno non fermarsi. In molti casi è necessario un intervento legale formale, come una diffida, per far comprendere alla struttura la serietà della situazione e le possibili conseguenze.

Ogni caso va valutato con attenzione, perché le strategie possono cambiare a seconda che si tratti di una struttura pubblica, privata o accreditata, e a seconda delle condizioni della persona assistita.

Cosa fare subito (checklist rapida)- Recupera dati del ricovero (date, reparto/struttura, nominativo paziente)
- Prepara delega o decreto AdS
- Invia una richiesta scritta (usa il nostro modello di PEC) alla Direzione sanitaria o all’ufficio cartelle cliniche.
-Se non rispondono entro 7 giorni: invia un sollecito scritto.
- Se la risposta è evasiva o negativa: valuta una diffida formale e, se necessario, un reclamo al Garante Privacy.
- se hai bisogno di assistenza contattaciErrore comune
- Accettare solo una “relazione clinica”. Se ti serve tutelarti, chiedi diari, terapie, schede e referti.

Quando è importante farsi assistere da un avvocato

Non tutte le richieste di cartella clinica diventano un problema.

Ma quando la struttura fa resistenza, prende tempo o nega l’accesso, è importante sapere che il diritto esiste ed è tutelato dalla legge.

In questi casi, il supporto di un avvocato che si occupa di diritto alla salute può fare la differenza, soprattutto quando in gioco ci sono persone anziane, non autosufficienti o sottoposte ad amministrazione di sostegno.

Se ti trovi in una situazione simile e non sai come muoverti, puoi approfondire il tema anche attraverso il podcast e i contenuti video collegati a questo articolo, oppure contattare lo studio tramite il sito avvocatosalute.it per una valutazione del tuo caso concreto.

Modello PDF da compilare Richiesta di cartella clinica e documentazione sanitaria

Questo modulo PEC 2026 è pensato per pazienti, familiari e amministratori di sostegno che devono richiedere la cartella clinica o la documentazione sanitaria a:

  • ospedali,
  • cliniche private,
  • RSA.

È una richiesta semplice ma corretta, utile come primo passo.

Nei casi di rifiuto, ritardo o risposta evasiva, può essere necessario un intervento legale più strutturato.

Scarica gratis il PDF con il nostro modello PEC richiesta cartella clinica


    Vuoi che inviamo noi la PEC all’ASL per te?

    Se non hai una PEC o non sai come usarla, possiamo occuparcene noi con un servizio di segreteria amministrativa gestito da MediaLegis.

    ⚠️ Non è un servizio legale e non sostituisce il parere di un avvocato: è un supporto pratico per usare correttamente i moduli presenti in questa pagina.

    Cosa facciamo per te

    • Usiamo la nostra PEC di servizio
      Se non hai un indirizzo PEC, oppure non sai come funziona, usiamo il nostro e inviamo noi la comunicazione compilata in modo corretto con tutti gli allegati necessari.
    • Ti guidiamo passo passo
      Prima di inviare la PEC, prenoti una telefonata informativa e operativa: ti spieghiamo quali moduli usare, quali documenti servono, come stampare, compilare e firmare tutto in modo conforme.
    • Invio della PEC a tuo nome
      Dopo la telefonata ci mandi i documenti firmati (foto o scansione) via WhatsApp o email.
      La segreteria MediaLegis invia la PEC a tuo nome e ti inoltra copia del messaggio e delle ricevute di consegna.

    Perché può esserti utile

    Questo servizio ti aiuta a:

    • chiedere che i tuoi diritti siano rispettati nei modi e nei tempi previsti,
    • prepararti se necessario ad ulteriori azioni amministrative o giudiziali.
    • ottenere prestazioni, documentazione, rimborsi, ecc… perchè la PEC ha valore legale e certifica invio e ricezione

    Servizio a pagamento* per  maggiori informazioni leggi la pagina “Servizio supporto telefonico invio PEC assistito

    Avvertenza importante

    Se la struttura non risponde, ritarda o nega la consegna della documentazione (ad esempio sostenendo che la cartella è “ancora aperta”), è bene sapere che il diritto alla cartella clinica è tutelato dalla legge e che esistono strumenti per farlo valere.

    In questi casi può essere utile rivolgersi a un avvocato che si occupa di diritto alla salute, soprattutto quando sono coinvolte persone anziane, fragili o sottoposte ad amministrazione di sostegno.

    Questa guida e il fac-simile sono messi a disposizione a scopo informativo e non sostituiscono una consulenza legale personalizzata.

    FAQ: risposte alle domande più frequenti

    Perché richiedere la cartella clinica?

    Perché ti serve per capire con precisione diagnosi, cure e decisioni prese durante il ricovero, avere una copia completa dei tuoi dati sanitari e, se necessario, tutelarti (ad esempio per un secondo parere o per un’azione legale).


    La struttura può chiedermi di aspettare la dimissione?

    No: puoi ottenere i documenti già formati fino a una certa data.

    Devo pagare per avere la mia cartella clinica?

    Generalmente no, ma in alcuni casi la struttura può chiedere un costo di riproduzione (copie cartacee, supporti). Chiedi sempre prima il preventivo e valuta se vuoi la copia digitale (spesso è più semplice e veloce ottenere un PDF).


    Posso chiedere la cartella clinica via email invece che PEC?

    Dipende dalla struttura. La PEC è consigliata perché dà prova di invio e ricezione.


    Possono rifiutare perché c’è la “legge sulla privacy”?

    No: se sei il paziente o un soggetto legittimato (delega, Amministratore di Sostegno, tutore). La privacy tutela il paziente, non la struttura.


    Posso chiedere anche i diari infermieristici e le schede terapia?

    Sì, fanno parte della documentazione sanitaria e spesso sono fondamentali.


    Cosa faccio se mi consegnano file incompleti o illeggibili?

    Chiedi integrazione e specifica cosa manca. Se persistono problemi, valuta una diffida o un reclamo al Garante della privacy.

    Cosa fare se l’ospedale non rilascia la cartella clinica?

    Invia un sollecito scritto (meglio via PEC). Se non rispondono o rifiutano, passa a una diffida formale e valuta un reclamo al Garante Privacy. Se serve, chiedi assistenza legale per ottenere copia completa della documentazione.

    La cartella clinica può aiutarmi a non pagare (o ridurre) la retta RSA?

    Sì: la cartella clinica, il PAI e i diari assistenziali servono a documentare tipo e intensità delle cure. In alcuni casi di assistenza ad alta integrazione sanitaria e grave non autosufficienza, la retta può essere a carico del SSN.

    Avv. Rita Lasagna

    Fondatrice di AvvocatoSalute.it e Autrice del libro “Diritto alla Salute”

    Esperta in diritto sanitario, diritto alla salute, diritto previdenziale privato e pubblico, e diritto del lavoro (pubblico impiego e diritto sindacale).

    Da più di trent’anni sul campo per la difesa dei diritti di cittadini e lavoratori

    Guida alla richiesta cartella clinica e documentazione sanitaria: tempi consegna 7 giorni, legge Gelli Bianco e GDPR, accesso atti sanitari, PEC e diffida per tutori amministratori di sostegno parenti malati pazienti

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