Moduli aggiornati a ottobre 2026.
I modelli sono stati riscritti dopo l’entrata in vigore del nuovo Piano nazionale di governo delle liste d’attesa 2026-2028 (Gazzetta Ufficiale n. 195 del 24 agosto 2026). Ora sono tre: la richiesta all’ASL, il sollecito e la domanda di pagamento. Attenzione: il nuovo Piano esclude il rimborso delle visite private pagate senza aver prima scritto all’ASL. Per questo il primo modulo va inviato subito, il giorno stesso in cui il CUP non ti dà una data nei tempi. Tutte le novità sono nella nostra guida aggiornata alle liste d’attesa.
Indice dei contenuti
Quando il Servizio Sanitario Nazionale non garantisce una visita o un esame nei tempi previsti, serve uno strumento concreto per chiedere una soluzione e documentare ciò che accade.
Per questo abbiamo pubblicato gratuitamente tre modelli PDF da stampare, compilare e inviare via PEC o raccomandata A/R. Sono parte della Procedura PEC ASL, aggiornata al Piano nazionale di governo delle liste d’attesa 2026-2028.
La procedura parte dalla richiesta di ottenere la prestazione nei tempi. Prosegue, quando necessario, con un sollecito e una diffida. Se l’ASL non provvede e hai dovuto sostenere una spesa per eseguire la prestazione altrove, il terzo modulo permette di formulare una domanda di pagamento documentata.
Il primo passo va fatto prima di eseguire la prestazione a pagamento.
Una risorsa gratuita, ideata da chi ogni giorno difende il diritto alla salute
I modelli sono stati elaborati dall’Avv. Rita Lasagna, avvocato con esperienza trentennale nel diritto alla salute e fondatrice di AvvocatoSalute.it.
Nascono dall’esperienza nei contenziosi sanitari e dalla volontà di rendere accessibili strumenti pratici per far valere i propri diritti, iniziando da una richiesta formale all’azienda sanitaria.
Puoi scaricarli gratuitamente, stamparli e condividerli con chi ne ha bisogno. Ogni modello contiene le istruzioni per compilarlo, gli allegati da preparare e le indicazioni per l’invio.
Quando ti serve la Procedura PEC ASL?
La procedura ti aiuta quando:
- il CUP propone una visita o un esame oltre i tempi della priorità indicata sulla ricetta;
- vieni inserito in una lista di tutela senza una data di appuntamento;
- ti viene detto che non c’è disponibilità, che le agende sono chiuse o che devi richiamare;
- dopo la prima richiesta, l’ASL non risponde o non propone una soluzione nei tempi;
- hai dovuto eseguire la prestazione a pagamento, dopo aver già scritto all’ASL, e vuoi documentare la richiesta di pagamento della spesa sostenuta.
Controlla la priorità della ricetta e i tempi massimi
Per le prestazioni di primo accesso, la classe di priorità indicata dal medico identifica il tempo massimo entro cui la prestazione deve essere garantita.
| Priorità | Significato | Tempo massimo |
|---|---|---|
| U | Urgente | Entro 72 ore |
| B | Breve | Entro 10 giorni |
| D | Differibile | Entro 30 giorni per le visite, 60 giorni per gli esami |
| P | Programmata | Entro 120 giorni |
Controlla che la prescrizione riporti la classe di priorità e il quesito diagnostico. Se mancano, chiedi al medico di completarla.
Documenta anche la data del primo contatto con il CUP, la risposta ricevuta e l’eventuale appuntamento proposto: sono informazioni utili per ricostruire i tempi e compilare i modelli.
Se la proposta è fuori termine, segnalalo espressamente e chiedi l’attivazione del percorso di tutela. Non rifiutare invece una proposta che rispetta i tempi e rientra nell’ambito di garanzia, perché la scelta può incidere sulla tutela.
Perché devi scrivere all’ASL prima di andare dal privato
Il nuovo Piano prevede che sia l’azienda sanitaria ad attivare il percorso di tutela quando la prestazione non può essere garantita nei tempi.
Il Piano esclude il rimborso a posteriori delle prestazioni private o libero-professionali prenotate autonomamente dal cittadino. Per questo, non basta pagare una visita privata e presentare poi la fattura all’ASL. Il riferimento è il paragrafo 4.2 del Piano nazionale 2026-2028.
La richiesta preventiva serve a mettere l’ASL nelle condizioni di verificare l’indisponibilità e trovare una soluzione. L’invio dei moduli non garantisce automaticamente il pagamento di una prestazione privata: il terzo modello formula una domanda fondata sull’inadempimento documentato dell’azienda sanitaria.
Scarica i tre modelli gratuiti, aggiornati al Piano 2026-2028
I modelli vanno usati in ordine, quando ricorrono le condizioni per ciascun passaggio. Ognuno contiene nella prima pagina le istruzioni per compilarlo e inviarlo.
Modulo 1 di 3 — Richiesta di prestazione nei tempi massimi
Quando: il giorno stesso in cui il CUP ti propone una data oltre i tempi della tua ricetta, ti iscrive in una lista di tutela senza data o ti dice che non c’è posto.
Cosa chiede: l’attivazione del percorso di tutela per ottenere la prestazione entro la scadenza della tua classe di priorità, la richiamata nei termini della lista di tutela e, in alternativa, l’autorizzazione alla prestazione in intramoenia pagando solo il ticket, se dovuto.
Modulo 2 di 3 — Sollecito e diffida
Quando: se dopo il Modulo 1 l’ASL non risponde, non ti richiama in tempo o ti propone ancora una data fuori termine.
Cosa chiede: una soluzione entro pochi giorni e l’accesso ai dati del CUP sulla tua prenotazione, tra cui il primo contatto, le date proposte e l’iscrizione nella lista di tutela.
Allega la prima richiesta e le ricevute di consegna: servono a documentare che l’ASL era già stata informata.
Modulo 3 di 3 — Domanda di rimborso
Quando: solo dopo aver inviato il Modulo 1 e, se possibile, il Modulo 2, se hai dovuto fare la visita o l’esame a pagamento perché l’ASL non ha garantito la prestazione nei tempi.
Cosa chiede: il pagamento della spesa sostenuta, al netto del ticket eventualmente dovuto, a titolo di risarcimento del danno da inadempimento. Se sei esente, il modello prevede la richiesta dell’intero importo.
Allega le richieste precedenti, le ricevute PEC o della raccomandata, le eventuali risposte, la fattura, la prova del pagamento e il referto.
Non hai una PEC o non sai come fare?
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Puoi usare il nostro servizio di invio PEC assistito.
Conserva le prove di ogni passaggio
La procedura serve anche a costruire una documentazione chiara di ciò che hai chiesto e delle risposte ricevute.
Conserva:
- la prescrizione medica;
- i promemoria del CUP, gli SMS, le schermate e il codice dell’eventuale lista di tutela;
- le copie dei moduli compilati, firmati e inviati;
- le ricevute di accettazione e consegna della PEC oppure quelle della raccomandata A/R;
- le risposte dell’ASL;
- se hai eseguito la prestazione a pagamento, la fattura, la prova del pagamento e il referto.
I modelli ti aiutano a iniziare la tutela per via amministrativa, senza dover avviare subito una causa. Se l’ASL respinge la domanda o la situazione richiede ulteriori iniziative, la documentazione raccolta sarà utile per valutare il caso.
Accedi alla guida e scarica i modelli PDF gratuiti
Nella Guida Procedura PEC ASL trovi i modelli da scaricare e le indicazioni per usarli. La procedura pubblicata nel 2025 è stata aggiornata a ottobre 2026 e ora comprende tre passaggi.



