Tu sei qui: HomeBlogPrestazioni sanitariePrestazioni Sanitarie: tempi di attesa

Prestazioni Sanitarie: tempi di attesa

In breve: Il Piano Nazionale Liste d’Attesa stabilisce tempi massimi: 72 ore per urgenze, 10 giorni per prestazioni brevi, 30/60 giorni per differibili e 120 giorni per programmabili. Se il SSN non rispetta i termini, il paziente ha diritto alla prestazione intramoenia a carico dell’ASL o al rimborso. Le liste bloccate sono vietate e sanzionabili.

Tempo di lettura

Meno di 3 minuti

Versione PDF

Il Servizio Sanitario Nazionale fornisce le prestazioni sanitarie nel rispetto del diritto alla salute.

tempi di erogazione previsti devono, per legge, essere adeguati alle necessità mediche dei pazienti

Purtroppo però capita che recandosi allo sportello del CUP (Centro Unico Prenotazioni) per prenotare una prestazione sanitaria prescritta dal medico di base, si scopra che la prima data disponibile per l’esame risulti essere dopo molti mesi o addirittura che la prenotazione per quella determinata prestazione sia sospesa.

Tempi di attesa previsti dalla legge 

Il Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa stabilisce le priorità ed i tempi massimi per le prestazioni sanitarie da parte del Servizio Sanitario.

Il medico di base, nel compilare l’impegnativa, deve indicare la lettera corrispondente all’urgenza della prestazione:

  1. lettera U – prestazioni sanitarie “urgenti” che devono essere erogate entro 72 ore
  2. lettera B – prestazioni sanitarie da fornire in un tempo “breve”, non oltre 10 giorni
  3. lettera D – prestazioni sanitarie “differibili” – Sono prestazioni di prima diagnosi da erogarsi entro 30 giorni se si tratta di visite ed entro 60 giorni se si tratta di esami diagnostici
  4. lettera P – visite ed esami “programmabili” non urgenti, da erogare entro 120 giorni.

Nota: se nella ricetta non è indicata la classe di priorità, la richiesta è collocata in classe P (programmabile).

Mancato rispetto dei tempi d’attesa per le prestazioni sanitarie

Nel caso in cui la data del primo appuntamento disponibile superasse i tempi previsti dalla normativa, il Servizio Sanitario è comunque tenuto a garantire la prestazione sanitaria nel rispetto dei tempi.

Si ricorre ad una prestazione in regime libero-professionale (intramoenia) a spese dell’azienda sanitaria, mentre il cittadino sarà tenuto al pagamento del ticket.

Come fare per ottenere le prestazioni sanitarie nei tempi previsti

Di seguito il decreto che indica come poter esercitare il proprio diritto ad una prestazione sanitaria nei tempi massimi previsti.

qualora l’attesa della prestazione richiesta si prolunghi oltre il termine fissato (…) l’assistito può chiedere che la prestazione venga resa nell’ambito dell’attività libero-professionale intramuraria, ponendo a carico dell’azienda (…) la differenza tra la somma versata a titolo di partecipazione al costo della prestazione (ticket) e l’effettivo costo di quest’ultima“.

Decreto Legislativo n. 124/1998. dall’ art. 3 comma 13 

La richiesta di ricevere la prestazione intramoenia deve essere presentata formalmente (raccomandata r/r o PEC) al Direttore Generale dell’Azienda di riferimento e deve riportare:

  • dati personali dell’interessato
  • l’accertamento richiesto
  • la prima data disponibile comunicata al momento della prenotazione 
  • specificare l’urgenza ed il proprio diritto a conoscere i tempi massimi intercorrenti tra la richiesta e l’erogazione
  • l’istanza di usufruire, nel caso d’impossibilità di rispettare i predetti tempi, di attività libero-professionali

Per tutte le informazioni necessarie in questo caso leggi l’articolo Come “saltare la fila” al CUP legalmente e scarica il modello PDF da compilare dalla nostra sezione Risorse Gratuite.

Vuoi che inviamo noi la PEC all’ASL per te?

Se non hai una PEC o non sai come usarla, possiamo occuparcene noi con un servizio di segreteria amministrativa gestito da MediaLegis.

⚠️ Non è un servizio legale e non sostituisce il parere di un avvocato: è un supporto pratico per usare correttamente i moduli presenti in questa pagina.

Cosa facciamo per te

  • Usiamo la nostra PEC di servizio
    Se non hai un indirizzo PEC, oppure non sai come funziona, usiamo il nostro e inviamo noi la comunicazione compilata in modo corretto con tutti gli allegati necessari.
  • Ti guidiamo passo passo
    Prima di inviare la PEC, prenoti una telefonata informativa e operativa: ti spieghiamo quali moduli usare, quali documenti servono, come stampare, compilare e firmare tutto in modo conforme.
  • Invio della PEC a tuo nome
    Dopo la telefonata ci mandi i documenti firmati (foto o scansione) via WhatsApp o email.
    La segreteria MediaLegis invia la PEC a tuo nome e ti inoltra copia del messaggio e delle ricevute di consegna.

Perché può esserti utile

Questo servizio ti aiuta a:

  • chiedere che i tuoi diritti siano rispettati nei modi e nei tempi previsti,
  • prepararti se necessario ad ulteriori azioni amministrative o giudiziali.
  • ottenere prestazioni, documentazione, rimborsi, ecc… perchè la PEC ha valore legale e certifica invio e ricezione

Servizio a pagamento* per  maggiori informazioni leggi la pagina “Servizio supporto telefonico invio PEC assistito

Cosa fare in assenza di risposta?

Inoltre è opportuno comunicare nell’istanza che, in assenza di risposta, si provvederà ad effettuare la prestazione sanitaria presso una struttura privata per la quale si richiederà il rimborso delle spese sostenute.

Se ti trovi nella situazione di non riuscire a prenotare una prestazione sanitaria per te o per un tuo familiare AvvocatoSalute.it può indicarti il modo migliore per rivendicare un tuo diritto.

Liste d’attesa bloccate o prenotazioni sospese

La legge vieta e sanziona espressamente la chiusura o la sospensione delle liste d’attesa e le Regioni devono regolare i casi in cui è ammessa la sospensione dell’erogazione delle prestazioni sanitarie in quanto legata a motivi tecnici. 

Nel caso di liste d’attesa “bloccate” è opportuno segnalare il fatto inviando una comunicazione ufficiale (raccomandata r/r o PEC) alla Direzione Generale dell’Azienda Sanitaria e all’Assessorato alla Sanità della Regione, chiedendo lo sblocco delle liste e l’applicazione della sanzione.

Per tutte le informazioni necessarie in questo caso leggi l’articolo Sospensione delle prenotazioni sanitarie: liste d’attesa bloccate e scarica il modello PDF da compilare dalla nostra sezione Risorse Gratuite.

In conclusione, quando la prestazione è indifferibile o incompatibile con i tempi di attesa, il paziente ha diritto a che il Servizio Sanitario assicuri la prestazione medica senza pagare alcunché oltre eventualmente al ticket.

Vuoi che inviamo noi la PEC all’ASL per te?

Se non hai una PEC o non sai come usarla, possiamo occuparcene noi con un servizio di segreteria amministrativa gestito da MediaLegis.

⚠️ Non è un servizio legale e non sostituisce il parere di un avvocato: è un supporto pratico per usare correttamente i moduli presenti in questa pagina.

Cosa facciamo per te

  • Usiamo la nostra PEC di servizio
    Se non hai un indirizzo PEC, oppure non sai come funziona, usiamo il nostro e inviamo noi la comunicazione compilata in modo corretto con tutti gli allegati necessari.
  • Ti guidiamo passo passo
    Prima di inviare la PEC, prenoti una telefonata informativa e operativa: ti spieghiamo quali moduli usare, quali documenti servono, come stampare, compilare e firmare tutto in modo conforme.
  • Invio della PEC a tuo nome
    Dopo la telefonata ci mandi i documenti firmati (foto o scansione) via WhatsApp o email.
    La segreteria MediaLegis invia la PEC a tuo nome e ti inoltra copia del messaggio e delle ricevute di consegna.

Perché può esserti utile

Questo servizio ti aiuta a:

  • chiedere che i tuoi diritti siano rispettati nei modi e nei tempi previsti,
  • prepararti se necessario ad ulteriori azioni amministrative o giudiziali.
  • ottenere prestazioni, documentazione, rimborsi, ecc… perchè la PEC ha valore legale e certifica invio e ricezione

Servizio a pagamento* per  maggiori informazioni leggi la pagina “Servizio supporto telefonico invio PEC assistito

Non dovresti mai essere tu a dover sostenere i costi delle cure che dovrebbero essere fornite dallo Stato.

Avv. Rita Lasagna

Fondatrice di AvvocatoSalute.it e Autrice del libro “Diritto alla Salute”

Esperta in diritto sanitario, diritto alla salute, diritto previdenziale privato e pubblico, e diritto del lavoro (pubblico impiego e diritto sindacale).

Da più di trent’anni sul campo per la difesa dei diritti di cittadini e lavoratori

ASL liste d'attesa prestazioni sanitarie servizio sanitario nazionale tempi di attesa code fila CUP

Condividi​ l'articolo: Prestazioni Sanitarie: tempi di attesa

Data l’utilità e l’importanza di questi temi e la situazione sociale in cui ci troviamo, ti invitiamo a condividere i nostri articoli il più possibile, così che anche altre persone come te possano averne beneficio.

Grazie.

X/Twitter
Facebook
Threads
LinkedIn
Reddit
WhatsApp
Telegram

Articoli correlati

Guida alla richiesta cartella clinica e documentazione sanitaria: tempi consegna 7 giorni, legge Gelli Bianco e GDPR, accesso atti sanitari, PEC e diffida per tutori amministratori di sostegno parenti malati pazienti
Approfondimenti
Avv. Rita Lasagna

Cartella clinica? Ottenere documentazione medica è un diritto

L’articolo spiega perché cartella clinica e documentazione sanitaria sono un diritto del paziente: includono diari medici, terapie, farmaci, parametri, referti, PAI e consensi. Chiarisce che possono essere richieste anche a ricovero in corso e che, con la Legge Gelli-Bianco, la struttura deve consegnarle entro 7 giorni; il GDPR rafforza l’accesso ai dati. Indica chi può richiederle, cosa fare in caso di ritardi/rifiuti (PEC, diffida, avvocato) e propone modello PDF gratuito da stampare e compilare con checklist guida passo-passo.

Leggi Tutto »
giudice rigetta ricorso retta RSA a carico SSN milano roma corte d'appello sentenza 2025
Prestazioni sanitarie
Redazione

Rette RSA: errori che fanno perdere una causa legale e come evitarli

Se la retta RSA è a carico del SSN non dipende dalla sola diagnosi (anche in caso di Alzheimer) ma dalla prova che cure sanitarie e assistenza quotidiana erano inscindibili. I giudici chiedono documenti clinici concreti (PTP/PAI, cartella, scale funzionali) che mostrino programmazione, continuità e intensità delle cure. In questo articolo ti mostriamo come evitare gli errori che portano al rigetto (perdere la causa legale) e cosa è accaduto in due casi recenti.

Leggi Tutto »
immagine di un uomo anziano in attesa del suo TFR/TFS pubblico impiego: di fronte al sito internet dell'INPS
Approfondimenti
Redazione

Guida TFR/TFS pubblico impiego: cosa fare quando il pagamento è in ritardo oltre i (già lunghi) termini

L’articolo spiega cosa fare se il TFR/TFS dei dipendenti pubblici arriva oltre i termini (105 giorni per inabilità/decesso; 12 o 24 mesi più 90 giorni). In caso di ritardo maturano interessi legali: controlla il Fascicolo INPS, aggiorna l’IBAN, sollecita l’amministrazione via PEC e invia diffida a INPS chiedendo gli interessi. Valuta anticipo bancario (quello INPS è sospeso). Nel 2025 il TAR Marche ha rinviato la disciplina alla Consulta.

Leggi Tutto »
AvvocatoSalute.it
Panoramica privacy

Questo sito web utilizza i cookie per consentirci di fornirti la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie vengono memorizzate nel tuo browser ed eseguono funzioni come riconoscerti quando ritorni sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sezioni del sito web trovi più interessanti e utili.