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Tumore alla vescica malattia professionale

In breve: Il tumore alla vescica può derivare da esposizione a sostanze chimiche cancerogene sul lavoro, come ammine aromatiche o idrocarburi policiclici aromatici. Essendo malattia tabellata INAIL, garantisce al lavoratore indennizzo senza obbligo di prova. In caso di mancato rispetto delle norme di sicurezza, il datore di lavoro risponde anche per il risarcimento del danno biologico.

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Malattia professionale: verifica se ci sono i presupposti per ottenere tutela (indennizzo INAIL o risarcimento del danno)

Hai sviluppato una malattia che potrebbe essere collegata al lavoro, oppure stai cercando di tutelare un tuo familiare, vivente o deceduto?

Compila questo breve questionario: ci aiuterà a capire se la situazione presenta gli elementi utili per valutare una tutela in materia di malattia professionale, eventuali prestazioni o indennizzi INAIL e, quando ne ricorrono i presupposti, un possibile risarcimento ulteriore del danno.

Il questionario tiene conto anche dei casi in cui la richiesta riguarda un familiare deceduto e delle eventuali tutele che possono interessare i superstiti. Il modulo verifica infatti anche se la malattia sia stata denunciata all’INAIL e se ne sia stata riconosciuta l’origine professionale.

Per approfondire puoi consultare anche le nostre informazioni su amianto e malattie professionali gravi e su risarcimento del danno e indennizzi.

Rispondi alle domande che seguono. Bastano pochi passaggi per fornirci gli elementi essenziali.

Se dalle risposte emergeranno caratteristiche che rendono utile un approfondimento, potremo indicarti il percorso più adatto e, se opportuno, proporti una chiamata informativa gratuita.

Se invece non hai ancora presentato la domanda di riconoscimento all’INAIL, nel questionario è già previsto il rinvio alla guida per richiedere il riconoscimento della malattia professionale all’INAIL.

Compila il modulo qui sotto.

Questionario malattia professionale
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Lavoratori a rischio tumore vescica

Il tumore alla vescica (o neoplasia vescicale) è una condizione medica grave che si verifica quando le cellule della vescica crescono in modo anomalo.

I sintomi del tumore alla vescica includono:

  • presenza di sangue nelle urine
  • difficoltà a urinare
  • lombalgia
  • perdita di peso rapida
  • perdita di appetito
  • piedi gonfi
  • estrema debolezza e stanchezza

Alcune persone, nel corso della loro vita corrono un rischio maggiore di ammalarsi a causa di una maggiore esposizione ad agenti inquinanti.

Sono maggiormente colpiti i lavoratori che trattano sostanze chimiche durante il lavoro.

  • Nel caso in cui la patologia sia causata o concausata dall’attività lavorativa, il lavoratore ha diritto all’indennizzo da parte dell’INAIL.
  • In alcuni casi il datore di lavoro può essere tenuto a risarcire il danno biologico laddove non abbia rispettato compiutamente tutte le norme di sicurezza previste dalla legge.

Cause del tumore alla vescica

Il fumo di sigaretta è uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo del tumore alla vescica.

Ma a noi interessa essenzialmente l’esposizione a sostanze chimiche cancerogene, come le ammine aromatiche e le nitrosammine, presenti in alcuni prodotti o lavorazioni industriali e artigianali quali:

  • vernici/coloranti
  • gomme
  • cuoio
  • barbieri/parrucchieri
  • produzione del gas
tumore alla vescica esposizione agenti chimici tossici cancerogeni vernici

Le ammine aromatiche vengono metabolizzate dal fegato ed eliminate con le urine.

Le nitrosammine possono essere prodotte in vescica per effetto dei batteri sulle ammine e sui nitrati urinari, come può succedere per esempio negli individui portatori di catetere a permanenza o nei pazienti affetti da schistosomiasi vescicale.

Altri agenti chimici tossici sono l’arsenico, gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA; es: il benzene) e il tetracloroetilene (percloroetilene).

Per finire, tra le cause principali, abbiamo le radiazioni ionizzanti.

Per difendersi da questa pericolosa malattia un’importante misura di prevenzione è quella, possibilmente, di ridurre al minimo o addirittura evitare l’esposizione ai fattori di rischio.

Tumore alla vescica come malattia professionale

Siccome la seconda causa più frequente di tumore alla vescica è l’esposizione professionale agli agenti cancerogeni AvvocatoSalute.it si pone l’obiettivo di ottenere indennizzi e risarcimenti per il danno biologico.

Una maggiore incidenza è stata storicamente riscontrata nei:

  • pittori/coloritori
  • operai dell’industria metalmeccanica
  • conciatori del cuoio

e comunque nei lavoratori impiegati nella:

  • manifattura delle vernici
  • lavorazione della gomma
  • alluminio
  • pellame
  • coloranti

Chi lavora in un’industria ad alto rischio per 2 anni può manifestare la comparsa di un tumore vescicale anche dopo molti anni dalla fine dell’esposizione, con un periodo di latenza tanto più breve quanto più l’esposizione è stata prolungata.

Secondo i dati INAIL del 2020, sono stati accertati 216 casi di tumore alla vescica di origine professionale in Italia.  

Cancro vescicale malattia “tabellata”

Una malattia professionale è definita “tabellata” se è presente nelle tabelle indicate dalla normativa di riferimento (DPR n. 1124/1965 fonte: Gazzetta Ufficiale e s.m.i.).

Il “Tumore della vescica (C67)” è stato inserito nella nuova tabella delle malattie professionali nell’industria (scarica il PDF) di cui al D.M. 9.4.2008 (G.U. n.169 del 21.7.2008) sotto due diverse voci.

In tal caso, al lavoratore non compete l’onere di dimostrare l’origine professionale della malattia.

Ove infatti egli sia in grado di dimostrare di essere stato adibito alla lavorazione tabellata, di aver contratto la malattia collegata ed abbia effettuato la denuncia, vige la presunzione legale d’origine professionale della malattia in questione.

La responsabilità del datore di lavoro

Sul piano giuridico il datore di lavoro secondo l’art. 2087 del Codice Civile

Già dagli anni ’50 la legge ha previsto specifici obblighi a carico del datore di lavoro.

In particolare il D.P.R. n. 303/1956 ha previsto l’obbligo di:

  • rendere edotti i lavoratori dei rischi specifici cui sono esposti
  • portare a loro conoscenza dei modi di prevenire i danni
  • fornire loro i mezzi di protezione
  • disporre ed esigere che i singoli lavoratori osservino le norme ed usino i mezzi loro forniti
  • assicurare l’aerazione dei luoghi di lavoro chiusi
  • adottare le misure atte ad impedire o ridurre per quanto possibile lo sviluppo e la diffusione nell’ambiente di polveri di qualunque specie, anche in rapporto alla loro natura ed alla loro concentrazione nell’ambiente
  • effettuare l’aspirazione vicino al luogo di produzione

Le norme di sicurezza che il datore di lavoro è tenuto a rispettare si sono via via nel tempo sempre di più ampliate e dettagliate.

Ne consegue che laddove il datore di lavoro non abbia rispettato tutte le norme sulla sicurezza previste in generale e per le specifiche lavorazioni sarà tenuto a risarcire il lavorate che si è ammalato a causa della sua condotta inadempiente.

Il risarcimento del danno biologico

Come abbiamo detto dunque al lavoratore che si è ammalato a causa delle lavorazioni che ha svolto potrà ottenere un indennizzo da parte dell’INAIL in base al grado di invalidità della malattia professionale riconosciuta dall’Istituto.

Potrà inoltre chiedere al datore di lavoro che attraverso le proprie condotte colpevoli (per violazione delle norme antinfortunistiche e di igiene del lavoro) ha arrecato una lesione ai diritti di cui questi è titolare, l’integrale risarcimento di ogni profilo di danno.

Scarica il PDF delle Tabelle sul risarcimento del danno

Per la quantificazione di tale risarcimento vengono normalmente utilizzate le Tabelle del Tribunale di Milano che contengono uno schema di riferimento di calcolo utile a determinare l’entità economica del risarcimento.

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Le tabelle sono state aggiornate nel 2024 per adeguarle ai principi espressi dalla Corte di Cassazione, introducendo una graduazione della liquidazione in base al sistema a punti.

Come possiamo aiutarti?

L’Avvocato Lasagna ed il team di AvvocatoSalute.it hanno acquisito un’esperienza trentennale in tema di esposizione ad agenti cancerogeni, facendo riconoscere a centinaia di lavoratori i benefici contributivi previsti per chi era stato esposto e cospicui risarcimenti economici per chi, purtroppo, ha sviluppato malattie professionali.

Malattia professionale: verifica se ci sono i presupposti per ottenere tutela (indennizzo INAIL o risarcimento del danno)

Hai sviluppato una malattia che potrebbe essere collegata al lavoro, oppure stai cercando di tutelare un tuo familiare, vivente o deceduto?

Compila questo breve questionario: ci aiuterà a capire se la situazione presenta gli elementi utili per valutare una tutela in materia di malattia professionale, eventuali prestazioni o indennizzi INAIL e, quando ne ricorrono i presupposti, un possibile risarcimento ulteriore del danno.

Il questionario tiene conto anche dei casi in cui la richiesta riguarda un familiare deceduto e delle eventuali tutele che possono interessare i superstiti. Il modulo verifica infatti anche se la malattia sia stata denunciata all’INAIL e se ne sia stata riconosciuta l’origine professionale.

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Avv. Rita Lasagna

Fondatrice di AvvocatoSalute.it e Autrice del libro “Diritto alla Salute”

Esperta in diritto sanitario, diritto alla salute, diritto previdenziale privato e pubblico, e diritto del lavoro (pubblico impiego e diritto sindacale).

Da più di trent’anni sul campo per la difesa dei diritti di cittadini e lavoratori

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